Il Pianella e il tempo delle azioni

Di schemi, tattica, forza di volontà, grinta, paura e molto altro si è scritto in abbondanza parlando della sfida tra Cantù e Roma. Ogni volta si spendono parole che suonano come una chiamata alle armi, discorsi che vogliono trasmettere fiducia, che parlano a chi scende in campo così come a chi sta sugli spalti con il cuore in gola. Sabato al Pianella di Cucciago (fischio d’inizio alle 19) si giocherà Gara 2 di finale scudetto, con il Santa Lucia avanti 1-0 nella serie (vittoria in casa una settimana fa per 69-61, eventuale bella a Roma il 28 maggio). La gara sarà ripresa dalle telecamere di Rai Sport 1 e trasmessa in differita domenica 22 maggio alle 22.45. L’unico obiettivo plausibile è la vittoria: non ci sono uscite di sicurezza. Sul parquet non conteranno più i messaggi di incoraggiamento e di invito condivisi da migliaia di persone su Facebook durante tutta la settimana, dal capitano di Cantù Abass all’orgoglio Nba Danilo Gallinari, la bandiera nerazzura Javier Zanetti e Antonio Cabrini, Dino Meneghin, Giusy Versace e Sasha Djordjevic, Gek Galanda e altri che arriveranno nelle prossime ore. Il tempo delle parole si chiude. Per lasciare spazio all’azione. “Domani è il giorno a cui pensiamo da un anno – ha affermato il presidente Alfredo Marson -. La regina di tutte le partite, perché abbiamo deciso di giocarci due scudetti in un colpo solo. Innanzitutto sul campo con Roma, che un anno fa vinse strameritatamente a casa nostra, e quest’anno, con altrettanto merito, vogliamo ribaltare il risultato. Sono mesi che ci inseguiamo a vicenda, è arrivato il momento della nostra soddisfazione sportiva. Perché la vittoria è l'anima di qualsiasi sportivo: si compete per esserci, ma alla fine si compete per vincere. C'è però un altro motivo per cui la gara di domani ha qualcosa di speciale e di unico. Sarà un'altra partita al Pianella, un palazzetto glorioso: per riempirlo abbiamo lavorato duramente - tanto quanto i nostri giocatori in palestra – non solo nelle ultime settimane. Perché questa è la mission della Briantea84 negli ultimi 30 anni. Non solo fare sport con i disabili, ma pensare alla qualità dello sport. “Per questo la gara di domani al Pianella vogliamo che sia speciale: per la nostra squadra, per tutta le Briantea84, per la nostra gente e per lo sport paralimpico in generale. Vogliamo che sia un altro piccolo mattone per la dignità che questa pratica merita all'interno della nostra società. Siamo presuntuosi? Può darsi. O forse siamo solo dei sognatori idealisti. A noi piace moltissimo sognare, come tutti i bambini: vogliamo sognare due volte in questo 21 maggio 2016. Prima e dopo la partita. Nel mezzo invece voglio vedere il carattere e gli attributi di tutti. Se poi Roma se lo meriterà, gli andremo a stringere ancora una volta la mano come altre volte in questi 4 anni”. “Sabato ci aspetta la sfida decisiva - ha commentato il coach della UnipolSai Marco Bergna -, conosciamo bene il nostro imperativo, ovvero vincere. Roma è una grande squadra ma io sono convinto delle nostre potenzialità: dobbiamo scendere in campo convinti di potercela fare. Lo scorso week end non abbiamo giocato una delle nostre partite migliori, ma nella negatività del risultato si leggono segnali importanti: sotto di 19, i ragazzi hanno dato grande dimostrazione di carattere spingendosi sul -4. Non è un dettaglio irrilevante. Risollevarsi quando il distacco è cosi ampio è un forte segnale di presenza. Sicuramente abbiamo pagato i primi due quarti, Roma ha saputo approfittare delle nostre lacune in difesa per costruire il suo vantaggio”.