Mia a Tenerife: il sogno Champions Cup

A questo punto, tanto vale giocarsela. La Mia Briantea84 è in partenza per Tenerife dove il 5 e 6 maggio si giocherà il tutto per tutto nella Final Four che vale l’assegnazione della Champions Cup. Un posto nelle prime quattro squadre più forti d’Europa è già nel cassetto, così come avvenuto nel 2014 e nel 2016, ma ora non può certo bastare: la battaglia sarà appassionante e all’ultimo sangue, con tutte le formazioni in gara capaci di sferrare l’attacco al massimo titolo continentale, oggi detenuto dal Cd Ilunion di Madrid. In lizza anche i tedeschi del Lahn-Dill, neo campioni di Germania, e i connazionali del Rsb Thuringia Bulls dell’ex di turno Andre Bienek.

La Mia arriverà sull’isola di Tenerife nel tardo pomeriggio di giovedì, con un giorno di anticipo rispetto all’esordio previsto venerdì 5 maggio alle 20.15 contro il Lahn Dill. Avversarie nell’altra semifinale, venerdì alle 18.00, saranno Ilunion e Thuringia. Campo da gioco sarà il Pabellon Polideportivo di Las Torres. Finali nella giornata di sabato: per il terzo posto si gioca alle 18.00, mentre per il titolo alle 20.15.

Dopo un mese di stop – tra impegni delle Nazionali e tanto allenamento - entra dunque ufficialmente nel vivo la stagione della squadra allenata da coach Marco Bergna che, dopo aver messo già in bacheca Supercoppa e Coppa Italia, nelle prossime quattro settimane dovrà chiudere il cerchio sugli ultimi due obiettivi caldi. Sul piatto ci sono infatti due gioielli preziosi come la Coppa dei Campioni e lo Scudetto, con la serie al via il 13 maggio a Porto Torres (ore 18) e, in casa, col grande evento previsto domenica 21 maggio al PalaDesio (ore 18).

“La nostra Final Four si apre contro il Lahn-Dill vice campione d’Europa in carica, quindi con una partita che sarà già come una finale - ha commentato il coach della Mia Marco Bergna -. È una squadra attrezzatissima, guidata da un grande coach come Nicolai Zeltinger che è anche il tecnico della nazionale. Ci siamo preparati intensamente per affrontare questo appuntamento, sia dal punto di vista mentale che tattico, ma come sempre in questi casi a fare la differenza sarà la lucidità che sapremo avere in campo fino all’ultimo minuto. Fronte nostro, siamo consapevoli di aver compiuto un grande percorso di crescita in questi mesi, arrivando a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Dobbiamo quindi credere in noi stessi: ripensiamo alla sfida contro l’Ilunion, abbiamo perso di misura negli ultimi secondi giocando una partita strepitosa. Quella deve essere la Briantea84 che si presenta a Tenerife, a testa alta con nulla da perdere”.

“Ci prepariamo a questa Champions Cup con una certezza: non siamo noi a dover sentire la pressione di questa Final Four. Abbiamo centrato un obiettivo di continuità rispetto agli anni in corso, confermandoci nelle prime quattro squadre d’Europa. Certo, l’appetito vien mangiando, ma riusciremo a ottenere grandi risultati solo se giocheremo senza paura, prendendo il massimo da questa finale. Credo che agli occhi di tutti, ciascun club presente a Tenerife abbia dimostrato di non esserci arrivato per caso: sono tutte squadre attrezzate per vincere, noi abbiamo un gruppo fantastico e possiamo sognare di toglierci delle soddisfazioni. Con il realismo di chi sa bene che, a livello di investimenti, restiamo una società che cerca di ottimizzare molto il calcolo costi-benefici, tenendo sempre presente che alle spalle di questa prima squadra c’è una base polisportiva da far crescere e sostenere. Se guardiamo alla difficoltà di tenere in piedi questo complesso progetto sportivo, sono convinto che possiamo ritenerci davvero soddisfatti. Io però sono un agonista… non mi accontento mai. Quindi, andiamo a Tenerife e facciamo vedere chi siamo!”.

 

GLI AVVERSARI

Rsv Lahn-Dill

Sta sempre nella lista dei Club che contano. Da due settimane ha confermato il titolo tedesco, il 13° della sua storia. E in questa stessa stagione ha messo in cassaforte la Coppa di Germania. Tutto ciò nonostante questa sia stata l’annata che ha visto il Lahn-Dill meno impenetrabile del solito: hanno destato scalpore le cadute in campionato contro Thuringia e Amburgo, in gara 1 di semifinale play-off di nuovo per mano di Amburgo e nei quarti di Champions Cup contro l’insidiosissima Porto Torres. Sconfitte da derubricare come défaillance o incidenti di percorso, perché nei momenti clou la squadra di Nicolai Zeltinger – in uscita dal ruolo di dirigente tecnico – si fa sempre trovare pronta. E non sbaglia un colpo. Nonostante l’uscita dello statunitense Steve Serio, rientrato negli Usa dopo l’oro di Rio 2016 e nelle ultime stagioni vera e propria colonna portante della squadra tedesca, il Lahn-Dill non ha perso il suo potenziale, oggi affidato al nazionale Thomas Bohme, alla guardia americana Mikey Paye e alla new entry Piotr Luszynski, un rodato cecchino della nazionale polacca con tanti chilometri nella carrozzina.

Nei quarti di finale a Wetzlar, dove ci è arrivato in qualità di organizzatore dopo essere stato finalista nell’edizione 2016, il Lahn-Dill ha compiuto un percorso non immacolato: affermazione facile contro i Thuringia Bulls per 62-45, poi uno stop per mano di Porto Torres (66-63) e la vittoria chiave contro i francesi di Hyeres (77-63), fondamentale per guadagnare il pass per Tenerife.

Cd Ilunion

Detentore della Coppa Campioni 2016, sollevata a maggio 2016 a Zwickau nella finalissima giocata contro i tedeschi del Lahn-Dill e inseguita dal 1997, anno della prima affermazione. Se un anno fa, nella Final Eight giocata in Germania, la Mia dovette chinare il capo (73-54) di fronte a quel concentrato di tecnica e centimetri allestito per soverchiare ogni tipo di avversario, quest’anno la sfida con gli spagnoli è stata di altro tenore. Nella gara di quarti di finali giocata a Madrid lo scorso marzo, i canturini hanno ceduto il campo solo negli ultimi 30’’ di gioco (71-67), dimostrando di essere in quel momento l’unica squadra in grado di impensierire la corazzata allenata da Jose Manuel Artacho.

La formazione madrilena, dopo la 15^ Copa Del Rey sollevata lo scorso 26 febbraio (la quinta consecutiva) è ancora in corso per il campionato spagnolo, da capolista della Liga e forte dei suoi 15 scudetti in bacheca, ultimo nel 2016. Il suo roster si è privato dei centimetri in area (ben 199) del colombiano Rodney Hawkins (in passato in forza al colosso Galatasaray) e del punti 1.5 Daniel Stix, ma mantiene tutta la classe e la pericolosità delle sue colonne: i gemelli Pablo e Alejandro Zarzuela, Jaume Llambì, Carlos Vera, Francisco Sanchez (tutti e 5 medaglia d’argento con la nazionale spagnola a Rio 2016), l’australiano Bill Latham e il ragazzo terribile Terry Bywater (bronzo con la nazionale britannica a Rio De Janeiro): le sue triple messe da ogni dove riconoscono all’inglese la fama di uno dei migliori tiratori nel panorama internazionale.

Rsb Thuringia Bulls

Per gli appassionati dei colori biancoblù, Thuringia è sinonimo di Andre Bienek, uno dei giocatori che hanno costruito la storia recente del club di Alfredo Marson (scudetto 2013 e 2014). Negli ultimi anni, questa squadra rivelazione ha dimostrato di essere il più credibile avversario in patria del colosso Lahn-Dill. Tanto da arrivare a vincere il titolo di Germania l’anno scorso proprio contro la squadra di Zeltinger. Anche quest’anno ci ha provato, salvo perdere in due gare secche la chance di un back to back. Nel roster di Thuringia, lo svedese Joakim Linden – dopo l’esperienza a Varese -, il lungo bielorusso Aliaksandr Halouski.