IMPRESA UNIPOL, ROMA ESPUGNATA

L’impresa che nessuno immaginava. La Unipol ha fatto quello che nessuno in questa stagione aveva saputo: espugnare il campo di Roma. Gara 1 della finale scudetto (al meglio delle 3) si chiude nella maniera più inaspettata, con la straordinaria vittoria dei brianzoli di Malik Abes per 58-64. Una battaglia esasperata, tutta in equilibrio per 35’, nessun padrone e tecnicamente dominata dalla difesa, grimaldello con cui i giovani leoni lombardi hanno pazientemente sfibrato l’armata capitolina. L’uomo in più dei biancoblu è sempre l’inglese Ian Sagar (14 punti di cui 7 nel finale), che in tutte le imprese firmate Unipol ha la sua firma sui palloni decisivi. Tra sette giorni la Unipol si presenterà alla sua sfida casalinga (18 maggio ore 20.30) con un biglietto della lotteria che potrebbe sbancare il jackpot, trasformandosi già in scudetto in caso di vittoria. “Sapevamo che sarebbe stato difficile ma è stata una bellissima vittoria di squadra, vogliamo questo scudetto e ce lo meritiamo – ha commentato un entusiasta Malik Abes, provato dopo l’impresa romana -. Dovremo essere molto uniti per la gara di ritorno perché non abbiamo ancora vinto nulla. Chi oggi è entrato in campo non si è mai risparmiato, questo è l’atteggiamento giusto per giocare la seconda battaglia che ci aspetta”. “Era necessario partire con il piede giusto per affrontare con uno spirito ancora più alto la partita in casa – ha aggiunto il capitano Jacopo Geninazzi, 7 punti a referto –. Roma ha giocato davvero bene, ha difeso forte ma siamo riusciti a fare le cose per cui ci eravamo preparati. È difficilissimo vincere su questo campo e non è un caso, riuscirci proprio oggi è stato un sogno realizzato. Adesso tocca a noi conservare l’imbattibilità del nostro campo, sarà durissima”. È proprio capitan Geninazzi, maglia Unipol numero 5, a infilare la prima retina di gara 1: la risposta di Roma non tarda ad arrivare, Amine Moukhariq lancia un chiaro messaggio, Santa Lucia c’è. I minuti successivi si giocano sul filo dell’equilibrio, i quintetti giocano a rincorrersi, ma la Unipol sembra non avere timori reverenziali e conduce fino all’8-11, quando Matteo Cavagnini alza la voce e con 4 punti allo scadere del primo quarto rimette in partita la squadra chiudendo avanti per 12-11. Las tripla di Okon (12-14) a inizio secondo periodo è un ruggito: la Unipol non ci sta a fare da comparsa e tenta di farsi spazio tra le serratissime maglie romane. La difesa a tutto campo imposta da coach Di Giusto ai suoi uomini si rivela asfissiante: Bienek e Okon vengono letteralmente imbavagliati, mettendo in crisi le strategie offensive dei brianzoli. Il Santa Lucia, dopo un breve inseguimento, piazza un break di 6 punti a 2’ dalla seconda sirena per l’allungo del 29-26 su cui le due squadre vanno a riposo. E’ sempre la coppia Moukhariq-Cavagnini a trascinare i gialloblu (23 punti in due all’intervallo). Parte all’attacco la Unipol: i biancoblu non hanno alcuna intenzione di mollare e la carica giusta vale il sorpasso sul 31-32. A interrompere il silenzio capitolino è ancora lui, capitan Cavagnini. Roma chiama, Ian Sagar risponde: per l’inglese, fino ad ora a bocca asciutta, 3 centri consecutivi portano i brianzoli a +3 sulla corazzata gialloblu. Questo è il momento della svolta. È dalle mani del britannico che passano tutti i palloni decisivi dei successivi 15’. La Unipol chiude per la prima volta avanti, il terzo parziale finisce 42-43. Il coraggio della Unipol diventa solido e spudorato nell’ultimo periodo: conquistato il vantaggio del 45-44 con Sagar, i biancoblu non mollano più la presa, anzi cavalcano l’onda che li porta prima a +5 (46-51) e poi di nuovo grazie al pivot britannico a +6 (51-57). Cavagnini, ormai solo a tenere l’offensiva, prova ad accorciare ma ormai il divario si è fatto troppo ampio con un solo minuto ancora da giocare. Muokhariq sbaglia una tripla ma mette la seconda per 55-62, ultimo colpo di coda dei padroni di casa che vedono fuggire via la loro prima occasione tricolore (58-64). Tabellini: Okon 14, Bienek 19, Sagar 14, Lindblom 4, Moeller 6, Geninazzi 7, Damiano. Cavagnini 23, Stupenengo 2, Moukhariq 18, Lynch 0, Pellegrini 4, Rossetti 5, Counts 4, Sanna 2.