eCampus e Briantea84, il calcio unisce

Sarà il “Torneo quadrangolare di calcio” organizzato dall’Università Telematica eCampus a ufficializzare la neonata collaborazione tra Briantea84 e l’Ateneo universitario di Novedrate. Un’iniziativa fondata sui valori di cultura, istruzione e sport, fondamentali nella vita di ogni giovane e su cui converge la mission delle due realtà comasche. In lizza per il titolo, la squadra Juniores dell’Ac Novedrate, la formazione Università eCampus, la Rolafer Briantea84 e il Maturandi Team. Fischio d’inizio, venerdì 28 marzo alle 18 al campo sportivo di Cimnago (via Marconi 10). Alle 21 appuntamento in via Isimbardi 10 a Novedrate, sede dell’Ateneo, per la cerimonia di premiazione. “Questo torneo – ha dichiarato Silvia Colombo, consulente di Orientamento eCampus - nasce nell’ambito del progetto di orientamento promosso dal nostro Ateneo. Si tratta di un servizio dedicato agli studenti delle scuole superiori presenti sul territorio: offriamo la nostra consulenza nella scelta del percorso universitario più adatto alle attitudini e alle esigenze personali degli studenti, introducendoli all’offerta formativa eCampus”. “La scelta di organizzare un torneo di calcio – ha aggiunto Milena Muddolon, consulente di Orientamento eCampus - risponde alla volontà di offrire, oltre al servizio gratuito di consulenza, anche un’occasione ludica di incontro che coinvolga studenti, personale d’Ateneo, il territorio di Novedrate e Briantea84, realtà sportiva paralimpica con la quale abbiamo da poco attivato un progetto di collaborazione”. “Siamo molto contenti della collaborazione avviata con l’Università eCampus - ha commentato Federico Tagliabue, responsabile delle attività di Briantea84 -, perché anche se in ambiti diversi la nostra finalità è la formazione dei giovani. Lo sport è il linguaggio che da sempre unisce persone con esperienze diverse ed è il modo migliore per far nascere nuove relazioni. Questa partita permette di raggiungere tanti obiettivi, non solo nel percorso di orientamento scolastico ma anche perché consente a questi ragazzi di misurarsi con lo sport praticato da atleti con disabilità”.