Dura lex romana, Unipol al tappeto

La sensazione era già nell’aria da giorni: il Santa Lucia, la stessa squadra costretta a chinare il capo per ben due volte al cospetto della Unipol di Malik Abes nella passata stagione, stavolta si è schiarita per bene la voce per ribadire la sua caratura. Il big match della capitale si è concluso con un sonoro 58-44 in favore dei romani di Carlo Di Giusto. Una formazione rinnovata, ma con una indomita sete di vittoria: affidata ai suoi più esperti e massicci uomini, Matteo Cavagnini e Stefano Rossetti (18 punti a testa e 21 rimbalzi in due), l'armata capitolina ha fatto sua la prima prova verità. Mentre la Unipol, dopo uno spumeggiante esordio, ha scoperto che la sfida per lo scudetto, oggi come sempre, non sarà cosa facile. Ma sicuramente vedrà il Santa Lucia nei panni del nemico numero 1. Eppure parte forte la Unipol: bello e spregiudicato il quintetto brianzolo vola subito sull’8-2 in men che non si dica. Sembra la naturale proiezione di quanto visto nella prima giornata, solo 7 giorni fa. Ma il Santa Lucia, che ha tanta sete di rivalsa, subisce per poco. Quasi come se ingranassero finalmente la marcia giusta, affidandosi alle due incrollabili torri Rossetti e Cavagnini (insieme fanno 12 punti solo nei primi 10’, diventati 36 a fine match equamente spartiti), i gialloblu impongono un parziale di 12-2, che segna anche il primo sorpasso dei capitolini (12-10). Un piccolo vantaggio che diventa sostanza e certezza alla prima sirena, che sigla il 14.10. Invece di risvegliarsi, la Unipol perde di lucidità. Palle perse, una percentuale di attacco che si fa progressivamente più esile. Il canestro sembra sempre più piccolo, mentre Roma scopre delle intere praterie in cui correre. Dopo aver consolidato il +6 con Ahmed Raourahi e aver portato a canestro la giovanissima Beatrice Ion (16 anni), in campo dal primo minuto, Roma trova definitivamente fiducia in se stessa mentre la Unipol spegne del tutto la luce: il quintetto di Abes, ormai in rincorsa, subisce in una manciata di secondi un doppio contropiede firmato da Adolfo Berdun, finora rimasto nelle retrovie dispensando generosi assist (saranno 6 alla fine del match) e tenendo saldamente la regia dell’offensiva romana. Le due squadre vanno a riposo sul 33-23 in favore del Santa Lucia. Il divario cresce insieme al cronometro. Anche il terzo periodo non segna la svolta attesa per i biancoblu: i romani difendono duro e sfruttano gli evidenti centimetri in più in area – con Rossetti a chiudere in doppia doppia cifra, 18 punti e 12 rimbalzi e un sempre imponente Andrea Pellegrini a dare il cambio a Cavagnini – per portarsi al massimo vantaggio di +14, quando mancano 13’ da giocare. Il risultato sembra ormai già scritto, l’inerzia tutta dalla parte dei padroni di casa, in realtà la partita non manca di riservare altri colpi di scena. L’inizio del quarto tempo è tutto nel segno della Unipol: con un break di 5 punti propiziato da un intermittente Brian Bell, il quintetto di Malik Abes cerca di ricucire lo strappo a tutti i costi. La tripla di Ruiz a -3’30’’ dalla fine sembra riaccendere le speranze, portando i brianzoli a un incoraggiante -5 (49-44). Bienek, il migliore dei suoi con 18 punti e 8 rimbalzi, da solo non riesce a compiere il miracolo. Il Santa Lucia, questa volta, dimostra chiaramente di non gradire le sorprese e rialza di nuovo il muro, con una tenacia perfettamente riassunta dalla solitaria azione in contropiede della lady di ferro Beatrice Ion (4 punti e 2 rimbalzi). Ultimi minuti, con Roma ancora sostenuta da un incoraggiante +10 (54-44), e una fine che adesso può davvero dirsi imminente. Nulla da fare per la Unipol, i 14 punti di scarto – per il 58-44 finale – sono il fardello con cui fare ritorno in Brianza e da cui ripartire. “Questa gara ci serve per crescere – ha commentato il presidente Alfredo Marson – anche le sconfitte servono, anzi servono di più che le facili vittorie. Perché questa squadra è formata indubbiamente da giocatori con grosse potenzialità, ma devono imparare a giocare assieme. Ci vuole tempo. Serve l’amalgama giusto per vincere. Un campione da solo non va da nessuna parte. Ripartiremo da questa lezione, anche l’anno scorso ci abbiamo messo un po’ per rodarci”. “Il campo di Roma è sempre molto difficile – ha commentato Fernando Zappile, presidente della Federazione italiana di basket in carrozzina, presenta all’incontro -. Cantù ha mancato di precisione al tiro, ma soprattutto di soluzioni offensive da fuori. Del resto penetrare nell’area romana è difficilissimo: il Santa Lucia difende fortissimo. Oggi è sceso in campo con grinta, cuore e determinazione. Da sottolineare la grande partita di Beatrice Ion, proveniente dal vivaio romano e giocatrice della nazionale femminile. Le nuove regole federali vanno nella direzione giusta, promuovendo la presenza in campo di giovani talenti del nostro Paese”.