Padova cresce, ma non passa

Ennesimo foglio rosa per la Unipol. Non è una notizia: anche Padova cade nella rete dei brianzoli che in casa sono irresistibili. Il match, senza molte sorprese ue neppure pathos, si chiude con un solenne 77-46. Rispetto alla gara di andata, i veneti allenati da Filippo Chiarello hanno mostrato molta più grinta e qualità. Andrea Saracino e il centro marocchino Rida Mataaoui fanno vedere buone cose, così come l’azzurro Giacomo Tosatto, bravo a distribuire palla. Non basta per piegare i campioni d’Italia ma la crescita del gruppo patavino è evidente. L’inizio, infatti, è tutto per Padova che in un amen vola sul’6-4. La reazione arriva con Bell e Lindblom che impattano e cercano di portare avanti la testa, ma il quintetto di coach Chiarello tiene alto il ritmo: sono Saracino e il giovane Maataoui a dominare le marcature. Tutto fuorché facile per i Campioni d’Italia che non imprimono una grande pressione difensiva e lasciano scivolare in area i lunghi patavini. La situazione si raddrizza dopo il time out di Malik Abes. La musica giusta inizia a suonare dal secondo quarto: Ian Sagar mattatore, sono tutti suoi i primi 6 punti dei biancoblu (28-14). Padova fa molta fatica a costruire, ma quando ha la palla in mano sbaglia poco. Nicola Favretto, inserito nel secondo periodo, fa un buon lavoro e si fa trovare sempre pronto. Unipol molto più concreta dalla lunetta, dove trasforma alla fine con il 52% ma sfiora l’eccellenza in alcuni momenti della gara. L’opposto dei bianconeri, che invece sprecano un po’ troppo e si fermano al 27%. Il ritmo è quello di una balera anni ’60, un po’ ballo della mattonella, un po’ valzer, ma del resto dopo l’adrenalina del big match contro Roma, tutto il resto appare inevitabilmente lento. Senza nessuna colpa per i ballerini. Si va a riposo sul 39-24. Dopo la ripresa è sempre tutto congelato: il vantaggio della Unipol rimane pressoché stabile fino alla fine del terzo tempo, mai sotto i 15 punti: una distanza di sicurezza che mette al sicuro da ogni sorpresa (anche troppo). A un minuto dalla terza sirena, uno scossone inatteso di Padova: Dal Fitto e Tosatto accorciano le distanze, siglando il 49-37. Ma Ruiz e Sagar rimettono a posto le cose, rimboccano le coperte al quintetto bianconero e tutto torna allo stessa immobilità (54-37). Il definitivo + 20 arriva al 33’, la firma sontuosa è quella di Ian Sagar (62-41). Brian Bell in campo si fa sempre sentire, è suo l’assist pennellato che trova l’inglese sotto le plance. Nel giro di 4’ il distacco tra la Unipol campione d’Italia e i patavini diventa siderale (69-42). Il finale è tutto di Jordi Ruiz che piazza i canestri del +30 (75-46), facendo infiammare il sempre numeroso pubblico lombardo. Difficile che il Millennium Padova trovasse i suoi primi due punti sul campo che non vede perdere la Unipol ormai da 20 mesi. “Padova in alcuni momenti ha cercato di metterci in difficoltà – ha commentato coach Abes -, il rischio era proprio quello di perdere il ritmo e distrarci. È stata una buona gara, sono abbastanza soddisfatto soprattutto perché abbiamo potuto provare altri quintetti oltre ai più rodati. Quindi diciamo che, nonostante non abbiamo giocato al massimo delle nostre capacità, possiamo accontentarci così. Lo scarto di 30 non racconta il divario tra le due formazioni ma a Padova va il nostro applauso perché sta facendo crescere il suo gruppo con costanza”. Il campionato osserva adesso una pausa per lasciare spazio all’All Star Game, in programma sabato 8 febbraio alle 10.30 al PalaWhirpool di Varese. Doppio impegno per gli Azzurri di Dionigi Cappelletti che, dopo la partita delle stelle, si trasferirà a Seveso per affrontare i Campioni d’Italia della Unipol (ore 20.30). Una giornata a tutto basket.