Il saluto del capitano Nicola Damiano

Nicola Damiano lascia la Unipol. Il capitano della squadra Campione d’Italia, di concerto con la società, ha scelto di iniziare una nuova avventura altrove. Non ancora ufficializzato, si tratterebbe della squadra Handicap Sport Varese, neo promossa nella lega unica di Serie A. Per Damiano sarebbe un ritorno nella città di origine, da sempre vicina alle avventure cestistiche del suo più illustre testimonial in azzurro. Alla HS Varese, Damiano ritroverebbe un altro ex Briantea84 come Jacopo Geninazzi e in panchina una vecchia conoscenza canturina come Daniele Riva. In questa lettera, il saluto di Nicola Damiano a tutti coloro che hanno fatto parte della sua carriera cestistica negli ultimi dieci anni trascorsi con la maglia biancoblu, vincendo due scudetti, due Vergauwen Cup, una Coppa Italia, una Supercoppa. Da parte di Briantea84, del presidente Alfredo Marson e della squadra, un caloroso in bocca al lupo a Nicola per il suo futuro, "nella speranza che tutta l’esperienza maturata nell’ambiente canturino, sia sul campo che attraverso gli ampi progetti di promozione dello sport paralimpico, possa essere messa a frutto per lo sviluppo dell’intero movimento". Cari amici, questa è una di quelle lettere che non avrei mai voluto scrivere. Da ieri sera, dopo 10 lunghi anni, a tutti gli effetti non sono più un giocatore di Cantù. Penso possiate immaginare quanto questo mi abbia fatto pensare, soffrire e stare male in questi ultimi mesi. Mi sono innamorato del basket in carrozzina proprio sugli spalti di Seveso nel lontano 2004, quando ancora non ne capivo niente di questo sport, vedendo una sfida tra Cantù e sempre loro, i campioni del Santa Lucia Roma, vinta allora da quel Cantù galattico di Cavagnini, Rocca, Airoldi e compagni. Quel giorno mai e poi mai avrei pensato che quel palazzetto sarebbe stata la mia casa per cosi tanti anni, mai avrei pensato che sarebbe stato il posto dove spendere tutte le mie energie e sacrifici all'inseguimento di un sogno. Eppure l'anno dopo, per caso passando dalla porta di servizio, conoscendo Matteo (Cavagnini, ndr) in una dimostrazione a Brescia, sono arrivato alla corte di Marson: il terzo punti 1.0 arrivato dalla B, che serviva per fare numero agli allenamenti, inserito in un gruppo fantastico pronto a insegnarmi le regole dello stare insieme e a trasmettermi l’amore per questo sport. In quel momento la magia ha avuto inizio, passando per la momentanea gioia del terzo posto in Champions Cup contro il Fundosa ai dolori della sconfitta nella semifinale scudetto 2006, dalla sofferta decisione di ripartire da zero, la salita in serie A2 fino alle prime gioie, tra cui la qualificazione alle finali di Challenge Cup in Belgio, proprio sul nostro parquet, con una squadra di quasi maggiorenni dopo tanti anni fuori dall'Europa. E infine la promozione in A1, la convocazione in nazionale, fino agli ultimi due incredibili anni: insomma il sogno di diventare dal ragazzino che ammaliato guardava giocare dei fenomeni al capitano di un gruppo di incredibili giocatori, ma prima di tutto amici e grandi persone, che hanno scritto la storia in quel palazzetto. E' stata come una bellissima storia d'amore, ma prima di congedarmi vorrei semplicemente dire GRAZIE, GRAZIE a tutti, ai tifosi, al PRESIDENTE, allo Staff e ai miei "cuccioli", per le emozioni che mi hanno regalato perché in fondo quel parquet, così rovinato che suona a vuoto, nei miei ricordi rimarrà per sempre il parquet di casa mia. Ma ancora più importante vorrei chiedere scusa a Voi perché so di avere un caratteraccio, so di essere alquanto rompipalle ma purtroppo – io preferisco dire per fortuna – sono fatto così, le cose non le mando mai a dire e anche se posso sembrare arrogante, mi reputo una persona vera MA soprattutto nei miei interessi c'è sempre stato il bene della squadra. Il lavoro fatto dalla società in questi anni non ha prezzo: non a caso si vincono 19 partite consecutive in casa, non a caso si sottraggono due scudetti a Roma. Sono le piccole cose a fare la differenza e le migliaia di persone che siete riusciti a far innamorare di questo sport sono state il regalo più grande che potevate fare ai giocatori ed è per questo che vi dico un IMMENSO GRAZIE. Ci rivedremo presto sui campi, Nicola Damiano