Giovanile: si riparte da zero

Il campionato italiano giovanile è al suo 12° anno di vita e domenica prenderà ufficialmente il via. Una storia che non ha un passato lunghissimo, ma che negli anni ha cresciuto già almeno un paio di generazioni di giocatori di basket, coinvolgendo centinaia di piccoli-grandi campioni. Per la UnipolSai questo sarà un anno di reale svolta e scommessa sul futuro: lo scudetto del 2012 (il sesto in bacheca, insieme a 3 Supercoppe e un Trofeo Antonio Maglio) è stato seguito una stagione transitoria, che ha visto il progressivo passaggio del testimone tra giovani e giovanissimi. Oggi la squadra iscritta al campionato è tutta improntata sui piccoli. L’età media del roster targato UnipolSai è scesa a 14 anni, complice il salto di livello di molti giocatori oggi impegnati in Serie B o addirittura nella prima squadra, come Davide Schiera, Alessandro Nava e Paolo Crespi. A fare da contraltare a questo cambio della guardia c’è il dato più incoraggiante: ben 12 giocatori su 20 sono nati tra il 2000 e il 2005, di cui cinque hanno 9-10 anni. In più, quest’anno ci saranno due giocatori normodotati a referto: si tratta di Desirèe Caspani (10 anni), sorella di Cristopher, e Gianluca Bernini (classe 2002), fratello di Samuele. Due bellissime storie che dimostrano come lo sport, in questo caso la pallacanestro, non conoscano barriere. L’esordio in campionato avverrà domenica 25 gennaio in un match casalingo, ma giocato eccezionalmente sul campo di Cermenate: la sfida con l’Alitrans Olympic Basket Verona è prevista alle 15.30 nella palestra Malacarne di via Montale 1. Altra novità, sulla panchina della UnipolSai Giovanile da quest’anno c’è Carlo Orsi, affiancato da Marco Tomba nel ruolo di vice e da Malik Abes come responsabile tecnico. Dopo la lunga era di Giovanni Cantamessa, storica guida del vivaio Briantea84, la squadra ha trovato un nuovo allenatore e da qui riparte. “Per me è tutto una sorpresa, una scoperta quotidiana – ha spiegato Orsi -. Sto imparando a conoscere i ragazzi, ma so benissimo che sono all’inizio e ci vorrà tempo. Alleno anche una squadra femminile e non mi manca esperienza nella pallacanestro, ma qui si tratta di ricominciare da zero, una sfida che mi affascina e che ho accettato con molto entusiasmo. I miei obiettivi sono molto semplici: far crescere questo gruppo in maniera omogenea. Non conosco nessuna delle squadre con cui ci confronteremo ma mi rendo conto benissimo che oggi il quintetto che scendere in campo ha molta strada da fare. In alcuni momenti ci vorrebbero cinque allenatori in campo per dare a tutti le indicazioni giuste. Piano piano queste difficoltà spariranno, sarà un’esperienza bellissima”. “Il percorso non è quello della vittoria ma della crescita – ha aggiunto Tomba -. Noi ci siamo ringiovaniti parecchio, gli avversari al contrario hanno accumulato esperienza. Quasi tutte le squadre hanno una coppia almeno di giocatori già formati, con minuti alle spalle. Noi questa volta siamo meno strutturati. Quest’anno sentiremo molto questo scatto generazionale, ma è inevitabile se vogliamo costruire nuovi giocatori in grado di tornare a vincere. L’organico non sarà al completo all’inizio: Benedetti e Saladin devono aspettare la convalescenza dopo un’operazione, mentre Gabriela Cauli è in attesa d’intervento. Insomma, work in progress. L’importante è che a fine stagione tutti arrivino a toccare il ferro con il pallone”.