Clamoroso ko della Unipol in Gara1

Un compleanno che sa di amaro quello festeggiato da Ian Sagar. Nel giorno dei suoi 32 anni, il secondo festeggiato in Italia, arriva la sconfitta più brutta. Gara1 della semifinale play-off finisce nelle mani di Santo Stefano per 53-72, con un sovvertimento dei pronostici pur difficili della vigilia. I Campioni d’Italia devono ora per forza allungare la serie e sperare di tornare a giocarsi il passaggio del turno il 12 aprile di nuovo in casa (ore 20.30), dopo la trasferta che si prospetta durissima nelle Marche il 5 aprile. Durissima la lezione imposta dalla squadra di Ceriscioli che, in due quarti, aveva già fatto vedere il suo carattere, giocando i primi 20’ a ritmi stratosferici. Una Santo Stefano quasi perfetta, a differenza della Unipol che invece ha fatto vedere il peggio di sé. Poche idee e confuse. Non il modo migliore per affrontare il periodo più spietato della stagione. “Abbiamo fatto la partita perfetta ma non dobbiamo illuderci, questa non è la vera Unipol - sono parole di grande compostezza quelle pronunciate da Roberto Ceriscioli, al termine della cavalcata trionfale che lo vede ora avanti nella serie di semifinale -. Ora siamo sull’1-0 ma non c’entra nulla, dobbiamo ripartire da zero e pensare a ripetere una prestazione simile in casa tra una settimana. Ma siamo onesti, sarà molto molto difficile”. Mesto il commento di coach Abes, alle prese con una vera e propria crisi psicologica: “Non so cosa sia successo, cercherò di capirlo nei prossimi giorni. In ogni caso dobbiamo ripartire subito e dare tutto nelle prossime due gare, altrimenti il campionato per noi finisce qui. E non è ammissibile. Oggi abbiamo visto nero, siamo stati completamente assenti in difesa e i loro lunghi sono entrati facilmente. Senza dubbio Santo Stefano ha giocato molto bene, nulla da dire. Ma noi abbiamo fatto la nostra parte, anzi non l’abbiamo fatta per nulla. Ci siamo persi. Adesso è il momento per svoltare, o adesso o mai più”. Santo Stefano fa subito la voce grossa e pronti-via si porta sul 6-2 portando a canestro Caiazzo, Lee e Marsh. La Unipol si ritrova a inseguire e sul 10-4 per gli uomini di Ceriscioli, coach Abes ricorre al primo time out di revisione. Dopo un minuto, la squadra rientra rimescolata: Ruiz rileva Sagar, già penalizzato da due falli in 4’ di gioco. Il coreano Gim sotto la retina è devastante: ne infila due e porta i bianconeri a 12-4. Gli incubi tornano a impossessarsi dei Campioni d’Italia. L’imbattibilità persa 7 giorni fa sembra ora essersi rovesciata in un incantesimo di segno contrario. A 2’ dalla fine del primo quarto, la Unipol cambia nuovamente pelle: in campo il giovanissimo Davide Schiera (scelto per completare il roster in seguito all’assenza di Lorenzo Molteni per un guaio al piede sinistro) e Martin Edwards, al posto di Damiano e Lindblom. Ma pochissimo camia: Santo Stefano macina punti: è sempre il lungo coreano a decidere il gioco, segna e distribuisce assist liberando spazio in area per le penetrazioni dei compagni. I biancoblu non trovano la via del canestro se non affidandosi ai tiri liberi: è Brian Bell a tenere il punto dalla lunetta, realizzandone 4/6 (8-20). La prima sirena consegna un responso amaro: Unipol ancora sotto la decina, mentre i marchigiani guardano dall’alto: 22-9. Il secondo periodo inizia con un break di 4-0 per la Unipol (13-24), ma Manning e Marsh rimettono subito il cappello, anzi scavano una nuova fossa arrivando a doppiare i padroni di casa (15-30). Bienek entrato su Lindblom mette subito la firma, con una bomba da 3 che porta la Unipol 21-32. Sembra un tentativo di ripresa, ma i lunghi marchigiani questa volta fanno il bello e il cattivo tempo, nelle mani dell’asse Manning-Gim ci sono già 24 punti e una percentuale di realizzo stratosferica che sfiora l’80%. Brian Bell ingrana la quinta: tanti sono i punti che mette a segno per cercare di accorciare il gap (26-36). Ma a metà partita Santo Stefano è grande praticamente due volte la Unipol: nei tiri da 2 (20/27 contro il povero 35% messo a segno dal quintetto lombardo) e alla voce rimbalzi (25 contro i 13 dei biancoblu). Non c’è gara. A riposo si va sul 26-42. È una squadra irriconoscibile quella che si vede sui legni di Seveso. Santo Stefano arriva facilmente a +20 (27-48) con Dimitri Tanghe, tenuto a riposo fino a questo momento. Bienek cerca di aggiustare con una tripla pesante, poi Sagar ci mette la zampata per il 32-49. Non c’è nessuna formula che possa ridestare la Unipol dalla crisi: la luce si accende sempre a intermittenza, non sta mai fissa. Anche Santo Stefano perde colpi, cala molto di intensità e il nervosismo si traduce in falli. Ma i mattoni messi nei primi due quarti funzionano da diga contro gli svarioni. Il terzo periodo si chiude sul punteggio di 37-52. Ad avvio degli ultimi 10’ di gioco, Edwards dà la sveglia con due canestri che fanno bene al morale (41-54). Ed è sempre l’inglese con la mano calda il terminale dei successivi giochi della Unipol. Ma Santo Stefano sta sempre 15 punti sopra, una barricata che sembra insormontabile. L’uscita di Gim per limite di falli a 7’ dalla fine fa tirare un sospiro di sollievo sulla panchina di Abes, ora resta solo Manning a fare da torre. Molto migliorata in difesa, la Unipol soffre ancora un problema col canestro. Anche Sagar è costretto ad abbandonare il campo, a questo punto è questione solo di cuore. Ma Santo Stefano non molla nulla, con la tripla del 67-49 mette la pietra tombale su ogni tentativo di ripresa. Impossibile riprendere il comando o anche solo sperare in un overtime